Dr. F. Meggiolaro e Dr M. Biral

Il tumore della mammella è purtroppo (dati statistici alla mano) una patologia in costante aumento nella popolazione femminile. Di converso i programmi di screening e la costante e sempre più importante attenzione verso il problema hanno portato, oggigiorno, a diagnosi sempre più precoci con un significativo impatto sulla sopravvivenza delle pazienti affette da tumore mammario. Attualmente, gli interventi chirurgici senologici che anni addietro erano ampiamente demolitivi (mastectomia con linfadenectomia ascellare), spesso si riducono alla semplice tumorectomia completata dalla biopsia del linfonodo sentinella, metodiche di evidente minore impatto fisico e di conseguenza psicologico. Le ricadute sulla qualità di vita sono evidenti come ben evidente è che il percorso di cura della persona ammalata di tumore al seno non può ritenersi iniziato e concluso tra le mura ospedaliere. In ospedale (nei reparti siano essi di chirurgia, oncologia o radioterapia) vi è solo l’inizio dell’azione terapeutica: parte, gran parte del successivo percorso verso la salute si svolgerà al di fuori di esso. Salute non significa solo recupero meramente fisico ma anche ripristino della fiducia, reinserimento nella famiglia e nella società, riaffermazione della propria presenza, recupero della speranza e dell’ideazione, ritorno alla progettazione del proprio futuro.
E’ in questo ambito che le associazioni di volontariato che si occupano della riabilitazione delle donne operate al seno trovano il loro importantissimo ed indispensabile momento. Esse provvidenzialmente estendono al di fuori dell’ospedale il percorso di guarigione che porterà le donne ad uscire dallo stato di ‘paziente’ per riacquisire la proprio identità di ‘persona’………… perché la malattia spersonalizza, toglie ruolo, rende invisibili, inutili, taglia il futuro…….
E’ pertanto con vero piacere che ci sentiamo di ringraziare i volontari dell’associazione Soledonna come parte integrante di questo percorso verso la normalità. La loro discreta e ‘silenziosa’ presenza, permettete il paradosso, si  fa decisamente ‘sentire’.
Le attività dell’Associazione Soledonna sono molteplici  e vanno dal linfodrenaggio alla pressoterapia, all’attività di informativa e sensibilizzazione, l’insegnamento di tecniche di rilassamento e di ginnastica riabilitativa …. Ci sentiamo di dire però, definitivamente, che il vero ed importante impatto di Soledonna è riassumibile in una parola, un concetto che va molto oltre tutto ciò: la parola è ACCOGLIENZA. Soledonna è il luogo in cui la persona viene accolta, capita, aiutata, rispettata e ascoltata. Soledonna è il momento in cui finalmente ‘il tempo appartiene alla persona’ ……… quanto spesso in ospedale, coi i ritmi frenetici che esso impone, avviene l’esatto contrario: il tempo ‘non è della persona ma è essa che gli appartiene.
Come medici quindi e come persone che si occupano della salute della donna ci sentiamo di incoraggiare i volontari nel loro impegno perché anche grazie ad essi l’indispensabile ponte tra l’ospedale ed il territorio può diventare una realtà.

 

Dr F. Meggiolaro
Dr M. Biral
(Senologia – Divisione di Chirurgia Generale, Azienda Ospedaliera di Mirano, Direttore Dr P. P. Da Pian)