Dott. Annachiara Stocco

Eg. Sig. Presidente

Associazione Sole Donna

E’ con vero piacere che mi accingo ad inviarle le mie impressioni ed il mio sentire per l’attività che l’Associazione da Lei presieduta svolge nel nostro territorio a favore delle donne operate di tumore al seno e che hanno il problema del linfedema al braccio interessato.

E’ da diverso tempo che conosco le volontarie che operano in seno all’Associazione con le quali, anzi, intrattengo buoni rapporti di cordialità ed amicizia; di esse ammiro il lavoro che con impegno e costanza dedicano alle persone che hanno bisogno del loro sostegno, e soprattutto ammiro la loro capacità di coinvolgere le stesse pazienti in attività operose all’interno dell’Associazione con lo scopo primario di far loro ritrovare il sorriso dopo la malattia.

L’attività svolta dall’Associazione merita il plauso e l’ammirazione di tutti considerato che viene portata avanti gratuitamente da persone già toccate dal male, che hanno superato dopo lunga battaglia, e che ora si impegnano per altre che come loro stanno vivendo la stessa esperienza.

La strada per raggiungere lo scopo che si sono date e che con successo stanno perseguendo non è stata facile; occorrevano mezzi per dotarsi degli strumenti necessari all’attività ed era essenziale affiancare al lavoro della macchina per linfodrenaggio quello di un fisioterapista.

Per procurarsi tali mezzi le ho viste lavorare con cuore generoso e mani operose; ho visto realizzate molteplici cose utili per la casa ed altro, le ho viste sviluppare cose sempre nuove da portare nei mercatini allo scopo di racimolare, con la loro vendita, quanto più possibile per sostenere finanziariamente l’attività.

Le ho viste insieme, cresciute nel numero e nella consapevolezza dell’utilità della loro opera, felici di aiutare con altruismo coloro che hanno bisogno.

Benedetto volontariato che oltre ad aiutare gli altri aiuta chi lo pratica!

Auguro alla Sua Associazione ogni bene e come donna e mamma un grazie di cuore:

                                                                                                                 Dott. Annachiara Stocco.

… il fisioterapista

… è da qualche anno che collaboro con l’associazione in qualità di massofisioterapista, mi occupo dei trattamenti di linfodrenaggio e della pressoterapia.
Ho visto come le signore affrontano la malattia e come si aiutano a vicenda e come il lento ma costante impegno di tutte le volontarie aiuta a trasformare la paura per qualcosa di non previsto e sconvolgente, come il tumore al seno, in impegno verso se stessi per riprendere la normalità della propria vita, per quanto possibile, e successivamente verso gli altri per espandere l’esperienza ed essere a loro volta d’aiuto a qualcun altro.
Il mio lavoro consiste nel trattare fisicamente le signore che ne hanno necessità, tuttavia il lavoro più grande è quello di tutta l’associazione che si preoccupa soprattutto del dare delle risposte alle domande e ai dubbi che affiorano dopo l’intervento, a come poter rimettere insieme i cocci.
La mia esperienza con l’associazione sole donna è iniziata come un semplice lavoro, ma col tempo si è trasformata in qualcosa di più, un impegno ad aiutare le donne che si rivolgono a noi a fugare i dubbi e dare quei piccoli suggerimenti che possono far tornare alla normalità.

Dr. F. Meggiolaro e Dr M. Biral

Il tumore della mammella è purtroppo (dati statistici alla mano) una patologia in costante aumento nella popolazione femminile. Di converso i programmi di screening e la costante e sempre più importante attenzione verso il problema hanno portato, oggigiorno, a diagnosi sempre più precoci con un significativo impatto sulla sopravvivenza delle pazienti affette da tumore mammario. Attualmente, gli interventi chirurgici senologici che anni addietro erano ampiamente demolitivi (mastectomia con linfadenectomia ascellare), spesso si riducono alla semplice tumorectomia completata dalla biopsia del linfonodo sentinella, metodiche di evidente minore impatto fisico e di conseguenza psicologico. Le ricadute sulla qualità di vita sono evidenti come ben evidente è che il percorso di cura della persona ammalata di tumore al seno non può ritenersi iniziato e concluso tra le mura ospedaliere. In ospedale (nei reparti siano essi di chirurgia, oncologia o radioterapia) vi è solo l’inizio dell’azione terapeutica: parte, gran parte del successivo percorso verso la salute si svolgerà al di fuori di esso. Salute non significa solo recupero meramente fisico ma anche ripristino della fiducia, reinserimento nella famiglia e nella società, riaffermazione della propria presenza, recupero della speranza e dell’ideazione, ritorno alla progettazione del proprio futuro.
E’ in questo ambito che le associazioni di volontariato che si occupano della riabilitazione delle donne operate al seno trovano il loro importantissimo ed indispensabile momento. Esse provvidenzialmente estendono al di fuori dell’ospedale il percorso di guarigione che porterà le donne ad uscire dallo stato di ‘paziente’ per riacquisire la proprio identità di ‘persona’………… perché la malattia spersonalizza, toglie ruolo, rende invisibili, inutili, taglia il futuro…….
E’ pertanto con vero piacere che ci sentiamo di ringraziare i volontari dell’associazione Soledonna come parte integrante di questo percorso verso la normalità. La loro discreta e ‘silenziosa’ presenza, permettete il paradosso, si  fa decisamente ‘sentire’.
Le attività dell’Associazione Soledonna sono molteplici  e vanno dal linfodrenaggio alla pressoterapia, all’attività di informativa e sensibilizzazione, l’insegnamento di tecniche di rilassamento e di ginnastica riabilitativa …. Ci sentiamo di dire però, definitivamente, che il vero ed importante impatto di Soledonna è riassumibile in una parola, un concetto che va molto oltre tutto ciò: la parola è ACCOGLIENZA. Soledonna è il luogo in cui la persona viene accolta, capita, aiutata, rispettata e ascoltata. Soledonna è il momento in cui finalmente ‘il tempo appartiene alla persona’ ……… quanto spesso in ospedale, coi i ritmi frenetici che esso impone, avviene l’esatto contrario: il tempo ‘non è della persona ma è essa che gli appartiene.
Come medici quindi e come persone che si occupano della salute della donna ci sentiamo di incoraggiare i volontari nel loro impegno perché anche grazie ad essi l’indispensabile ponte tra l’ospedale ed il territorio può diventare una realtà.

 

Dr F. Meggiolaro
Dr M. Biral
(Senologia – Divisione di Chirurgia Generale, Azienda Ospedaliera di Mirano, Direttore Dr P. P. Da Pian)